Acquista consapevolmente

“La felicità è interiore e non esteriore; e quindi, non dipende da quello che abbiamo, ma da quello che siamo”.

Henry Van Dyke

Lo shopping intenzionale è un’abitudine che può giovare al tuo portafoglio, all’ambiente e alla tua casa. Tuttavia, in una società che ci bombarda quotidianamente con migliaia di messaggi per acquistare di più, meglio e più in grande, può essere difficile sviluppare questa abitudine di acquisto consapevole, ma ne vale davvero la pena!

Quando lo fai, crei più spazio nella tua vita per le cose che contano di più per te.

Cos’è lo shopping intenzionale?

Lo shopping intenzionale è l’atto di essere consapevoli e propositivi con le tue spese. Si tratta di fare scelte che riflettano i tuoi valori e le tue esigenze invece di lasciare che le emozioni o le influenze esterne determinino ciò che acquisti.

Fare shopping intenzionale significa anche prendersi il proprio tempo ed essere pienamente presenti.

Invece di correre attraverso la vita e prendere decisioni impulsive, stai rallentando e prendendoti il tempo per pensare a ciò di cui hai bisogno e perché ne hai bisogno.

Quali sono i vantaggi dello shopping intenzionale?

1.Risparmio di denaro

Lo shopping intenzionale può aiutarti a risparmiare denaro e sentirti più sicuro finanziariamente. Quando ti prendi il tempo per pensare ai tuoi acquisti, è meno probabile che ti impegni in acquisti emotivi o spendi eccessivamente per articoli che non ti servono.

Pensa all’ultima cosa che hai acquistato: quanto costa? Ora pensa a come hai pagato per quel prodotto o servizio: quante ore hai dovuto lavorare per guadagnare soldi per pagarlo?

Ne valeva la pena?

Ricorda, l’obiettivo qui non è farti sentire in colpa per aver speso soldi perché di per sé non è male. Invece, è per incoraggiarti a pensare ai tuoi soldi in un modo nuovo per aiutarti a spendere meno e risparmiare di più.

2.Risparmio di tempo ed energia

Così come è importante essere consapevoli delle risorse fisiche che utilizziamo quotidianamente, è essenziale essere consapevoli di come utilizziamo il nostro tempo e le nostre energie.

Quando ti fermi a pensarci, noti quanto va nell’atto ingannevolmente semplice di strisciare la tua carta di credito per acquistare.

L’acquisto può comportare:

- lavoro fisico per guadagnare i soldi necessari.
 -ricerca che si occupa di trovare prodotti, confrontarli e cercare coupon o modi per risparmiare denaro.
 -tempo di viaggio dedicato alla guida per l'acquisto o allo schermo per cercare di acquistare online.
 -attività di manutenzione, manutenzione e stoccaggio.
 e altro ancora...

3.Meno disordine

Gli studi dimostrano che l’eccesso di disordine in una casa può causare ansia, facendoti sentire stressato e sopraffatto in un luogo che dovrebbe essere la tua oasi.

Uno dei maggiori vantaggi di essere consapevoli dei propri acquisti è che può aiutare a ridurre la quantità di disordine nella propria casa e nella propria vita. Questo non solo rende più facile mantenere in ordine i tuoi spazi abitativi, ma può anche migliorare i sentimenti di appagamento, felicità e soddisfazione per la vita.

4.Riduzione dell’impatto ambientale

Un altro ottimo motivo per essere un acquirente consapevole è che può aiutare a ridurre il tuo impatto ambientale.

E non si tratta solo di rifiuti tessili: molti prodotti per la casa, dal cibo ai prodotti per la pulizia ai prodotti di bellezza, sono dotati di imballaggi difficili o impossibili da riciclare.

Quando ti prendi il tempo per considerare i tuoi acquisti e se ne hai bisogno o meno, puoi evitare di diventare una parte importante di questo problema.

5.Sei più felice

Il momento in cui decidi di uscire dalla ruota del criceto del consumismo insensato è il momento in cui diventi libero.

Libero di concentrarti su ciò che effettivamente ti porta gioia, piuttosto che su ciò che la società dice che dovresti possedere o fare per essere felice.

Ecco alcuni suggerimenti su come rendere l’acquisto intenzionale un’abitudine per tutta la vita.

Chiediti perché vuoi comprare

La prossima volta che ti stai preparando a comprare qualcosa, guardati dentro e chiediti: “Perché?” Quali sentimenti o motivazioni ti stanno spingendo a spendere quei soldi e fare quell’acquisto?

Quando ti prendi il tempo per essere onesto con te stesso sui tuoi impulsi di spesa, potresti essere sorpreso da ciò che scopri.

Spesso acquistiamo oggetti per riempire un vuoto o soddisfare un’esigenza che non ha nulla a che fare con l’oggetto stesso.

Per chi è questo?

Potrebbe sembrare una domanda così ovvia da porre, ma rispondere a questa domanda è meno intuitivo di quanto potresti pensare. Se ami fare regali, dovresti metterti nei panni del destinatario e chiedere se è qualcosa che gli piacerà. Ricorda, le esperienze prevalgono quasi sempre sui doni materiali.

Ma anche quando pensi di fare acquisti per te stesso, quante volte ti sei trovato a comprare cose per impressionare qualcun altro o perché ti è stato detto che è la cosa “giusta” da fare?

Qual è lo scopo o il valore di questa cosa?

Che cosa apprezzi nella tua vita? Quando ti svegli ogni giorno, quali sono le convinzioni e i principi fondamentali che ti motivano, ispirano e ti guidano in avanti?

Stai spendendo soldi per cose che si allineano a quei valori e motivazioni?

Fare acquisti consapevoli significa allineare le tue abitudini di spesa ai tuoi valori e convinzioni.

Dove metterlo in casa tua?

Una delle domande più importanti che puoi porti prima dell’acquisto è: “Dove andrà a finire a casa mia?”

Troppo spesso, acquistiamo cose per capriccio senza pensare allo spazio che occuperà e se abbiamo spazio o meno. Se l’intero comò è pieno al punto che non puoi chiuderlo, questo è un buon indicatore del fatto che non è necessario acquistare più vestiti ma invece di riordinarli.

Se non hai un posto specifico per questo, rivaluta se hai bisogno dell’oggetto.

Quando ne hai bisogno?

La prossima domanda da porsi è quando hai bisogno della cosa che stai acquistando. Il tempo è la quarta dimensione, dopotutto, e da non sottovalutare.

Invece di acquistare per una versione idealizzata del tuo sé passato o futuro, fare acquisti intenzionalmente significa acquistare ciò di cui il tuo “io” attuale e autentico ha bisogno e ama.

Quale marca o modello è il migliore?

Quante volte hai comprato qualcosa per capriccio, solo per scoprire che non ha soddisfatto le tue aspettative?

Quando ti prendi il tuo tempo, fai ricerche e acquisti consapevolmente invece di acquistare d’impulso o correre per afferrare la prima cosa che vedi, è più probabile che tu sia soddisfatto del tuo acquisto. Questo vale per tutto, dai tostapane alle case.

Quanto mi costerebbe questo?

Qual è il vero costo dell’oggetto? È importante considerare quanto costano le cose, non solo in termini di tempo ma anche in costi reali e opportunità.

Quanti soldi dovrai continuare a spendere per conservare e mantenere l’articolo? Richiede parti o accessori aggiuntivi in questo momento o per mantenerlo attivo e funzionante in seguito? E quanto tempo ti costerà per fare tutto questo?

La vita è un flusso perpetuo di dare e avere, sacrificio e guadagno, e si tratta di valutare le tue opzioni per fare la scelta giusta per te!

Lo shopping intenzionale è un ottimo modo per risparmiare denaro e vivere uno stile di vita più sostenibile. Si tratta di essere consapevoli di ciò che stai acquistando e del perché lo stai acquistando.

Ponendoti alcune semplici domande prima di effettuare un acquisto, puoi assicurarti di ottenere il massimo dai tuoi soldi e di avere meno probabilità di acquistare qualcosa di cui ti pentirai. Inoltre, potrebbe sembrare molto a cui pensare ora, ma prometto che il processo diventerà più facile e veloce più lo farai.

Fare ordine fuori per ritrovare la calma dentro.

Non so se Marie Kondo sia stata la prima ad accorgersi dell’effetto terapeutico del decluttering, ma sicuramente ha saputo diffondere questa verità nel mondo ed è stata la sua fortuna.

Personalmente, non amo il metodo kondo, non faccio pulizia nel mio armadio chiedendomi se un abito mi dia gioia o meno, né applico questa flosofia agli altri oggetti di casa. Mi reputo una persona molto pratica e per quanto riguarda vestiti e oggetti, posso dirvi che la mia regola è: se giace inutilizzato da un anno (o addirittura due) sicuramente non ti serve più.

Sembra semplice eppure vi assicuro che tantissima gente contrappone a questo un altro pensiero: e se mi servisse in futuro?

NO, non succederà. Quello che provi è soltanto resistenza all’idea di lasciar andare.

In poche parole (una): ATTACCAMENTO.

Ed è normale non volersi staccare dagli oggetti, caricarli più o meno di valore sentimentale addirittura. È umano. Però come insegnano egregiamente i buddhisti, l’attaccamento è un ostacolo da superare, se si aspira a vivere più serenamente.

Quindi iniziare a considerare le cose soltanto cose, in base alla loro utilità per noi è il primo passo verso la separazione da esse.

Ovviamente il consiglio per chi vuole approcciarsi al decluttering è di iniziare da qualcosa che non ha nessun legame affettivo con voi, ad esempio tutte le vecchie carte che si accumulano in casa, il cassetto dei calzini (vi servono davvero tutti quei calzini?), la roba accatastata e dimenticata da anni in garage. Vi assicuro che dedicarvi anche soltanto ad una di queste attività vi farà sentire meglio. Più leggeri. E più determinati a continuare esplorare nuove frontiere del riordino.

Ignoro cosa avvenga a livello cerebrale, ma una casa in ordine e più sgombra sembra avere davvero un effetto rigenerante sulla psiche. Il caos degli oggetti che ci circondano distoglie la nostra attenzione. Pensate alle spa, o alle case tipiche giapponesi (chissà se ne esistono ancora): gli ambienti praticamente vuoti, i colori neutri, diffondono nell’animo tranquillità e pace. Se anche non possiamo ricreare nel nostro appartamento esattamente lo stesso ambiente, possiamo impegnarci a migliorarlo liberandoci del superfluo. E godendoci il risultato.

Decluttering

Periodicamente mi dedico a riordinare e selezionare gli oggetti presenti in casa e puntualmente mi ritrovo con una mole non indifferente di roba da destinare al centro del riuso, alla libreria solidale e anche all’isola ecologica.

Il decluttering di questi giorni riguarda principalemente oggettistica e libri.

C’era un tempo in cui pensavo che dai miei libri non mi sarei mai e poi mai separata, e invece ho capito che, alla fine, l’importante è conservare quelli che hanno un significato speciale per me, quelli che magari mi accompagnano da gran parte della vita. Ecco, a quei titoli non so se un giorno saprò rinunciare per donarli ad altri che magari potranno conoscerli e apprezzarli. Per ora mi accontento della pulizia dei romanzi contemporanei e fantascientifici, più vari volumi di roba spirituale (tanti di Osho) che sicuramente troveranno lidi migliori fuori da casa mia.

Queste pulizie all’apparenza un po’ drastiche sono in realtà molto salutari. Alleggeriscono non solo l’ambiente quotidiano ma anche lo spirito. Alla fine, ci si sente soddisfatti e più leggeri. In fondo, diceva un saggio: “le cose che hai finiscono col possederti.

Ci sono vari metodi di riordino, su youtube c’è letteralmente un mare di video da cui trarre ispirazione. Si va dal famoso metodo KonMari, alle pulizie svedesi, dal minimalismo al decluttering estremo.

A me, ad esempio, Marie Kondo non piace molto. Non baso quello da tenere e da buttare in base a quanto mi da gioia. Sono molto più pratica, probabilmente seguo inconsapevolmente il metodo svedese, dovrò verificare😁.

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Minimalismo: digital e social decluttering

Non so se avete sentito parlare di questa “corrente” tanto in voga negli ultimi anni, quella del less is more, per intenderci. Il minimalismo va a braccetto col decluttering, ma non necessariamente chi periodicamente svuota casa poi vive come un minimalista. C’è chi lo trova estremamente liberatorio e vorrebbe sempre perfezionarsi, come me, e chi inorridisce al solo pensiero di rinunciare a della roba. Sarà che a forza di leggere testi sul buddhismo e sul Tao ho iniziato da un po’ ad assimilare il concetto d’impermanenza e di vuoto, ma devo proprio ammettere che c’è tanta libertà nel lasciar andare le cose.

Dopo la catarsi del proprio spazio vitale, eliminando il superfluo (che TUTTI abbiamo, basta cercarlo. È assurda la quantità di roba che riusciamo ad accumulare in casa anche senza accorgercene), si respira meglio, ci si sente più leggeri e veramente più liberi. Capisco che non tutti aspirino a questo, c’è chi sostiene di stare da dio nel suo caos di oggetti, ma per chi cerca di semplificare la propria vita, fare spazio nel proprio habitat è il primo passo. Va da sé che chi sente questa necessità andrà oltre il semplice riordino e porterà questa sensazione di liberazione a un livello successivo, semplificando altri aspetti della propria quotidianità e della propria vita.

Comprendere che anche la nostra mente ha bisogno di un radicale decluttering è fondamentale. Non ce ne rendiamo conto ma ogni giorno veniamo bombardati da informazioni, spesso non richieste, che intossicano il nostro cervello.

Lo scrolling selvaggio delle home di Facebook, Twitter, Instagram, è tutto inutile caos che ci danneggia inconsapevolmente. Aprire le news ogni ora è ancora più tossico.

Ecco allora la necessità di curare la nostra attenzione esattamente come curiamo la nostra casa. Il decluttering digitale è un vero e proprio atto d’amore verso se stessi.

  • Primo step: riportare il telefono al suo uso originale. In casa, adibirgli un posto, tipo un vassoio o una mensola e lasciarlo lì. Disattivare tutte le notifiche, rispondere soltanto alle chiamate ed eventualmente ai messaggi. Vi assicuro che vi stupirete del silenzio e della tranquillità che già così facendo si crea.
  • Secondo step: disinstallare tutte le app non utilizzate negli ultimi tre mesi. Se non l’avete fatto è perché non vi servono.
  • Quarto step: pulizia dei social. Chiedetevi sinceramente: “Questo social mi dà gioia?” e agite di conseguenza. Io ad esempio odio Facebook, mi provoca stress e rabbia ed è il primo che ho fatto fuori. Instagram non se la passa meglio, mi genera ansia. Twitter, semplicemente non lo uso.

Quinto step: controllate le news una volta al giorno, massimo due. E mai prima di andare a dormire. Questo per me è stato il passo più difficile, perché ero solita cercare notizie praticamente ogni ora.

Tutto questo può sembrare difficile ma vi accorgerete della vostra dipendenza digitale e del successivo miglioramento della stessa dopo pochi giorni.

Contemporaneamente, vi sentirete meglio. Più presenti, meno distratti, più centrati.

Prossimamente vi parlerò di altri modi per predersi cura del proprio benessere. Piccole azioni che messe in atto producono un sostanziale miglioramento in noi stessi.

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