Rimedi per chi pensa troppo

È assodato che l’uomo sia l’unico animale che soffre per i propri pensieri, inoltre l’overthinking -il troppo pensare- è un problema che ci affligge un po’ tutti.

Quante volte sentiamo la mente confusa, troppo piena e vorremmo riportare la calma in mezzo a tutto quel caos?

Se state pensando di sedervi a meditare, non è l’opzione migliore. A meno che non siate veramente esperti nell’osservazione e nel lasciar andare, finirete ancor più sopraffatti dal rumore mentale. L’unica pratica che funziona in caso di caos mentale è il body scan : la scansione del corpo dove si porta la propria attenzione su ogni parte di sé.

Un ottimo metodo per riportare un po’ di calma nell’agitato mare dei pensieri consiste invece semplicemente nel FARE. Si, fare. Agire. Impegnare il corpo in qualcosa di fisico che sortirà il magico effetto di sgombrare la mente. Non dovete necessariamente pensare di mettervi a correre, o di fare cardio. Per esempio, io durante le mie corse pensavo un sacco, e anche il cardio essendo un esercizio ripetitivo dove il corpo va praticamente in automatico, lascia ai pensieri tutto l’agio di moltiplicarsi e far casino. A meno che lo sforzo fisico non sia breve e intenso e dunque richieda tutta l’energia possibile, meglio lasciar perdere. Quindi cosa si fa? Un ‘attività fisica che richieda un minimo di concentrazione: scrittura, pittura, disegno, giardinaggio, un videogioco, anche le pulizie di casa, volendo!

L’importante è mettere tutta la propria attenzione su quanto si sta facendo. Praticamente, agire con mindfulness. Anche il semplice lavare i piatti, se fatto con consapevolezza è un ottimo modo per ritrovare la calma.

In fondo la mente è una scimmia indisciplinata che salta tra mille liane e occorre tutta la nostra pazienza per imparare ad addomesticarla.

Con il tempo e la pratica sarà sempre più semplice riportarla alla tranquillità.

Il tempo è una risorsa preziosa. Rallenta.

“C’è un legame segreto fra lentezza e memoria, fra velocità e oblio. Prendiamo una situazione delle più banali: un uomo cammina per la strada. A un tratto cerca di ricordare qualcosa, che però gli sfugge. Allora, istintivamente, rallenta il passo. Chi invece vuole dimenticare un evento penoso appena vissuto accelera inconsapevolmente la sua andatura, come per allontanarsi da qualcosa che sente ancora troppo vicino a sé nel tempo”

Milan Kundera

Il mondo moderno ci vuole sempre attivi, scattanti, veloci, pronti, multitasking. Le giornate sono scandite da ritmi frenetici, cronometrate al secondo. Lo stress si accumula, le malattie psicosomatiche abbondano e la frustrazione cresce.

L’imperativo è CONSUMARE. E per consumare devi PRODURRE.

Riflettete un istante, guardatevi intorno: non sembriamo tanti criceti che girano sulla ruota, un giorno dopo l’altro? Lavoriamo per guadagnare per comprare cose il più delle volte inutili. Siamo schiavi del concetto dell’AVERE per non essere meno degli altri, succubi di un’idea di felicità legata al POSSESSO.

Ma ci si può affrancare da tutto questo. Si può rifiutare il consumismo, ricalibrare i propri bisogni scoprendo quelli VERI.

Per farlo però occorre RALLENTARE. Concentrarsi sul fare una cosa alla volta, godersi un pasto in tranquillità, ritagliarsi anche soltanto 15 minuti per stare fermi, in silenzio e in ascolto.

Molti sono spaventati da questo semplice passo, altri lo reputano inutile, praticamente uno spreco di tempo. La verità è che non siamo più abituati a connetterci con noi stessi, con le nostre necessità, le nostre emozioni. In realtà, non ci conosciamo per niente.

Avere un momento per sé può farci scoprire una persona nuova: NOI.

I ritmi a cui siamo sottoposti sono molto deleteri per la nostra mente e di conseguenza per il nostro corpo. Imparando a prendersela con più calma parallelamente calmerà anche i pensieri, che saranno più lucidi. Saremo più centrati e pian piano ci accorgeremo di essere anche più presenti, in un certo senso più vivi. Tanti paragonano la sensazione che si prova ad una nebbia che si dirada e scompare. Posso testimoniarlo anch’io. Io ero una persona che si vantava di essere multitasking. Ero in grado di avere tre, quattro fornelli accesi e nel frattempo passare l’ aspirapolvere in tutta casa. Non mi accorgevo affatto dello stress a cui ero soggetta, fino a quando, puntualmente non accadeva qualcosa per cui scoppiavo o mi sentivo esausta. Credetemi, mi ci è voluto molto tempo per rallentare. Posso dirvi che ciò che maggiormente mi ha aiutato è stata la mindfulness. Il bello è che quando inizi ad accorgerti dei progressi e dei cambiamenti avvenuti, è perché ne hai fatti veramente tanti. Hai acquisito una nuova meravigliosa capacità: quella di aver cura di te.